Dott. Enrico Maria Amadei Otorinolaringoiatra Rimini
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Chi Sono

Diplomato al Liceo Classico G.B. Morgagni di Forlì nel luglio 2000 con voto di 100/ 100, conseguendo il premio Roberto Ruffilli.
Laureato in Medicina e Chirurgia c/o Alma Mater Studiorum di Bologna il 13/03/2008 con voto di 110/ 110 con Lode.
Iscritto all’Ordine dei Medici e Chirurghi di Forlì/ Cesena dal 30/07/2008 con matricola 4554.
Specializzato in Otorinolaringoiatria c/o Alma Mater Studiorum di Bologna il 01/07/2014 con voto di 110/ 110 con Lode.
Ho lavorato in qualità di Medico Otorinolaringoiatra presso l’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Bufalini di Cesena da luglio 2014 ad Ottobre 2015.
Attualmente lavoro in qualità di Medico Otorinolaringoiatra presso l’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Infermi di Rimini da Ottobre 2015 ad oggi.
Sono Autore di numerosi articoli scientifici pubblicati in Riviste Scientifiche Nazionali ed Internazionali.
Sono Reviewer di numerose Riviste Scientifiche Internazionali.
Sono membro della “Commissione per l’Aggiornamento Professionale” dell’Ordine dei Medici di Forlì/ Cesena dal 18/01/2012 (per 3 mandati consecutivi).
Sono stato Relatore a numerosi Congressi Nazionali ed Internazionali di Otorinolaringoiatria.

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Attività svolte

  • Visita Otorinolaringoiatrica completa
  • Otomicroscopia.
  • Rimozione del tappo di cerume.
  • Rinofibrolaringoscopia flessibile con valutazione anatomo-funzionale delle vie aero-digestive superiori.
  • Studio endoscopico della deglutizione.
  • Test di Muller con valutazione del collasso delle vie aeree in caso di russamento / OSAS.
  • Esame audiometrico tonale ed impedenzometrico.
  • Diagnosi e cura del Paziente vertiginoso.
  • Medicazioni/ Sutura delle ferite di volto e collo.
  • Rimozione punti di sutura.

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Contattare il numero di telefono 800-004488 (CUPTEL, numero verde gratuito), chiedendo una visita specialistica a pagamento in libera professione con il dott. Amadei Enrico Maria, da utilizzare per:

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Giorni di visita: tutti i venerdì pomeriggio, salvo festivi, dalle ore 14:00 in poi.

Sede visite: Ambulatorio Otorino, Stanza 1, Piano rialzato Scala C (di fronte al bar e alla banca), Ospedale Infermi di Rimini, Viale Luigi Settembrini, 2, 47923 Rimini (RN)

Ultime news
  • 25 maggio 2022
    Congresso nazionale di otorinolaringoiatria 2022. Grande piacere nell'essere con i grandi, anche io col mio contributo!
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  • 16 maggio 2022
    Prossimo incontro sulle vertigini all'SGR di Rimini sabato 21 maggio, con i medici di famiglia. Avanti tutta!
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  • 01 maggio 2022
    Domani pomeriggio parteciperò come relatore ad un incontro di approfondimento sulle vertigini all'ospedale Infermi di Rimini. Chi si ferma è perduto ;)
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  • 19 aprile 2022
    Questo è il prossimo incontro che avrò il piacere di moderare giovedì 21 aprile 2022
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  • 30 marzo 2022
    Ieri sera ho "illuminato" diversi pediatri del riminese sul reflusso faringo-laringeo nel bambino. La formazione in medicina è fondamentale e la conoscenza reciproca con nuovi colleghi è sempre bella. Grazie a chi ha organizzato questa bella serata
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  • 29 marzo 2022
    Il prossimo incontro all'Ordine dei Medici chirurghi ed odontoiatri di Forlì-Cesena del 07 Aprile ha come titolo: "La nevralgia trigeminale"
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  • 02 febbraio 2022
    Corso di aggiornamento sulla Terapia Antalgica all'Ordine dei Medici di Forlì-Cesena giovedì 10 febbraio 2022 ore 20:30
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  • 14 gennaio 2022
    Incontro sulle malattie neuromuscolari in corso di infezione da SARS-CoV-2 giovedì prossimo 20 gennaio 2022
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  • 14 ottobre 2021
    Integrazione tra ospedale e territorio... "Accoglienza".... Che bella realtà!
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  • 16 settembre 2021
    La vertigine per definizione non comporta perdita di conoscenza. Ma cosa succede in caso di sincope? Bella serata all'insegna dell'aggiornamento professionale!
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  • 06 marzo 2021
    Covid o non covid, qua si continua a macinare visite, anche in un sabato uggioso, senza un attimo di sosta. Saluti dall'ospedale di Cattolica! Notare la spider aziendale con cui oggi ho avuto il piacere di condividere il viaggio ;).... A noi non manca nulla!
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  • 30 dicembre 2020
    Questa pila da orologio era dentro l'orecchio di una mia piccola paziente. Non mi stancherò mai di raccomandare a tutti i genitori di tenere lontano dai loro figli gli oggetti piccoli, soprattutto se pericolosi
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  • 17 novembre 2020
    Un grazie al Presidente Mattarella per aver sottolineato la pericolosità di questo virus (Sars-Cov2) e averci ricordato che solo tutti insieme, uniti per il bene comune, andrà affrontata questa sfida!
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  • 05 luglio 2020
    La Vertigine: Riconoscerla per Curarla. / Vertigo La Vertigine è un’allucinazione di rotazione di se stessi rispetto all’ambiente (“Mi sento girare io”), o dell’ambiente attorno al soggetto (“Mi gira tutto attorno, ed io sono fermo al centro!”). Si percepisce pertanto una rotazione, che in realtà non esiste, a causa di un movimento ritmico degli occhi, chiamato Nistagmo. Esistono vari gradi e tipi di Nistagmo, che può essere spontaneo od evocabile da certi posizionamenti del capo, può essere persistente o transitorio. La Vertigine è un sintomo tanto frequente nella popolazione generale, quanto spesso poco studiato, non considerato nè adeguatamente gestito. Può colpire Pazienti di tutti i tipi, giovani od anziani, precedentemente sani o con plurimorbidità. Elementi utili per indirizzare verso una corretta diagnosi. E’ fondamentale chiedere al Paziente quando sia insorta la Vertigine e come questa si sia presentata: se ci siano stati fattori scatenanti, se si siano associati sintomi uditivi (ovattamento, acufeni, diminuzione dell’udito); se ci siano stati episodi precedenti similari, traumi cranici recenti, una storia di cefalea oppure l’assunzione di nuovi farmaci. Dopo un’accurata Anamnesi, è lo studio del Nistagmo e dei riflessi del Paziente che permettono al Medico di fare chiarezza sulle cause della Vertigine riferita dal Paziente. Come deve comportarsi chi ne soffre? Innanzi tutto bisogna prendere coscienza che la Vertigine è un problema curabile, e che gli Specialisti di riferimento a cui rivolgersi sono il Medico Otorinolaringoiatra ed il Neurologo. E’ pertanto consigliata la visita presso uno Specialista competente delle vertigini, meglio se durante la fase acuta della sintomatologia, al fine di discriminare tra una forma periferica, interessante l’orecchio e le vie nervose fino al tronco encefalico, oppure il sistema nervoso centrale. Da ricordare infatti che la Vertigine è un sintomo, e dietro a questo sintomo possono celarsi numerose cause diverse. La causa più frequente della Vertigine è ricondotta agli Otoliti, i famosi “Sassolini o Cristallini dell’orecchio”, che possono dislocarsi a seguito di una caduta o di una vibrazione intensa, e che possono spesso essere agevolmente individuati e riposizionati dalle specifiche manovre messe in atto dall’Otorinolaringoiatra. Dott. Enrico Maria Amadei Medico Specialista in Otorinolaringoiatria, Ospedale Infermi di Rimini
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  • 12 aprile 2020
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  • 22 marzo 2020
    Utile per tutti
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  • 01 marzo 2020
    Le Ferite del Volto/ Facial Wounds Nei modi più impensabili e meno aspettati, può capitare di cadere a terra o di urtare contro spigoli, riportando quindi ferite più o meno serie del volto. A volte la cute si taglia in maniera netta, altre volte si lacera con ferite a stella. Il viso è molto irrorato e spesso i “tagli della pelle” sanguinano abbondantemente. Il dolore è tanto, la paura anche di più… subito si pensa alle brutte cicatrici future…. A chi rivolgersi? Normalmente il medico di famiglia non può occuparsi di queste ferite, non tanto per scarsa esperienza o mancanza di tempo, quanto piuttosto per l’assenza di spazi idonei e della strumentazione necessaria: ferri sterili, fili di sutura sottili, fialette anestetiche, cerotti e garze di vario tipo. Quindi il consiglio è quello di rivolgersi ad un Medico Specialista, sia esso il Dermatologo, il Chirurgo Plastico, o l’Otorinolaringoiatra. Forse pochi sanno che è proprio l’Otorinolaringoiatra lo Specialista più abituato a suturare in urgenza le ferite del volto. Il Dermatologo ed il Chirurgo Plastico sono artisti nel correggere le brutte cicatrici, ma sono del parere che il punto di forza di un bravo Otorino stia nella correzione e riparazione in urgenza delle ferite, piccole o grandi che siano, al fine di Prevenire una cicatrizzazione anomala o esteticamente non piacevole. Cosa fare? Non è certo un compito semplice e non devono mancare ovviamente la calma e la pazienza, sia da parte della povera persona ferita che del medico. Infatti ci si può fare male a tutte le età: dal bimbo che cade correndo al parco, all’adulto che si fa male sul lavoro, all’anziano che inciampa lungo un marciapiede dissestato, magari recandosi a fare la spesa. E’ sempre importante tranquillizzare il soggetto ferito ed i suoi accompagnatori, rassicurandoli di essere in buone mani. Il paziente chiede sempre, e con i suoi buoni motivi: “quanti punti mi darà?” e “quanto dura?” Non conta molto quanti punti si danno o quanto tempo servirà per applicarli; l’importante è sapere che il dolore è estremamente limitato (spesso è solo l’iniezione anestetica che provoca un breve dolore, anche nei tagli più seri!) e che in genere la procedura è Veloce, Efficace e pressochè Indolore. Importantissimi saranno poi i controlli nel tempo, al fine di rinnovare periodicamente la medicazione e di monitorare la corretta evoluzione della ferita. Dott Enrico Maria Amadei Medico Otorinolaringoiatra dell’Ospedale Infermi di Rimini
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  • 16 febbraio 2020
    L’Otite Siero-Mucosa / Seromucous Otitis Per otite siero-mucosa si intende l’accumulo di catarro nell’orecchio medio, ossia dietro alla membrana timpanica. Questo è un particolare tipo di otite, che non necessita di antibiotici per essere curata. Anzi in questi casi l’antibiotico in genere non serve proprio a nulla! Quindi è un tipo di otite particolare, diverso dalle forme purulente, ossia quelle che tipicamente vengono chiamate “Otite”. Quando si presenta? La persona tipicamente lamenta un calo dell’udito da qualche tempo, senza dolore. In genere si sviluppa dopo un raffreddamento più o meno lungo, oppure può residuare dopo un’otite purulenta, trattata con antibiotici. In questo caso il soggetto sarà spaesato, perché nonostante abbia diligentemente assunto tutte le compresse di antibiotico prescritte dal medico di fiducia, continua a “sentirci poco”. A chi rivolgersi? Lo specialista di riferimento è l’Otorinolaringoiatra, il “dottore delle orecchie”, che è l’unico in grado di studiare con competenza ed esperienza le membrane timpaniche, ossia quelle pellicole normalmente trasparenti che chiudono il fondo del ”buco delle orecchie”. Quali sono le cure migliori? Sarà importante capire se questa pellicola, ossia la membrana timpanica, sia integra oppure perforata. In caso di perdita di liquido dalle orecchie, NON maleodorante e senza dolore, dalle orecchie esce del catarro, in quanto le tube uditive infiammate non sono riuscite ad asciugare la cassa timpanica, e il catarro non ha avuto altro modo per sfogare, che non attraverso un buchetto della membrana timpanica. In questo caso si consiglia di non bagnare le orecchie con acqua, e spesso si prescrivono delle gocce di antibiotico topico. Altro elemento fondamentale è capire se il problema del catarro sia mono o bilaterale. In parole povere: se il catarro è bilaterale, tutto bene! Con un po’ di lavaggi nasali e di spray decongestionante nasale, in breve si riassorbirà e si tornerà a sentirci bene. Se invece il problema è ad un solo orecchio, è indispensabile eseguire una rinofibroscopia, ossia bisogna guardare con una fibra ottica dentro il naso, per controllare lo stato della rinofaringe. Solo in casi particolari è consigliata la miringotomia, ossia l’esecuzione chirurgica di un piccolo taglietto della membrana, sotto osservazione microscopica, per poter aspirare chirurgicamente il catarro dalle orecchie, e per farle ventilare dall’esterno, anziché dalla via naturale, che è il naso. E le “Terme” sono utili? Molto utili nei casi lievi ma persistenti o ricorrenti solo le Cure Termali, sottoponendosi alle Insufflazioni Tubariche (per gli adulti) o al Politzer (per i bimbi): entrambe sono procedure non dolorose che permettono di forzare la ventilazione delle orecchie, passando dal naso, così da asciugarle al meglio. Dott Enrico Maria Amadei Medico Otorinolaringoiatra dell’Ospedale Infermi di Rimini
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  • 09 febbraio 2020
    Grande soddisfazione nel poter presentare i miei Colleghi ORL di Cesena, per questo interessante Corso di Aggiornamento sulle più frequenti urgenze otorinolaringoiatriche. Il Corso si terrà questo giovedì 13/02/20 ore 20:30 c/o Sede dell'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri a Forlì
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  • 02 febbraio 2020
    La Faringite Cronica / Chronic Pharyngitis Il mal di gola persistente, ossia la Faringite Cronica, è un problema tedioso e che interessa moltissime persone. Si dà la colpa a tante cose: l’inquinamento, il fumo, l’abuso o lo scorretto utilizzo della voce, una cattiva alimentazione, un raffreddamento… Normalmente il fattore scatenante è di breve durata, e dovrebbe provocare un fastidio altrettanto breve. Tuttavia non di rado il mal di gola persiste giorni, settimane, mesi…. con alti e bassi eppure mai in remissione completa. Cosa fare? Per prima cosa andrà interrotta l’esposizione all’agente scatenante: il freddo, il fumo di sigaretta, l’acidità di stomaco, l’abuso della voce. Il riposo in genere è l’elemento più banale, ma anche il più efficace: questo vale tanto per il commerciante che ha “parlato troppo”, quanto per il cantante che ha “spinto troppo sulla gola”. Importante poi è una adeguata idratazione, ossia bere molta acqua, e soprattutto berne frequentemente dei sorsi, proprio per “lavarsi e idratarsi” la gola. Spesso la causa della Faringite cronica non è solo una: in genere si ha un insieme di concause più o meno lievi, che assommate determinano un danno ed un fastidio persistente. A chi rivolgersi? Nei casi più classici già il Medico di Famiglia rappresenta un sicuro punto di riferimento. Riposo vocale, abolizione del fumo, bere molta acqua, evitare l’esposizione a sbalzi di temperatura, l’utilizzo del miele, della propoli, dell’acido ialuronico, dell’aerosol-terapia, dei più recenti prodotti a base di bava di lumaca… ce n’è per tutti i gusti! Quando il problema del mal di gola però diventa persistente, lo Specialista Otorinolaringoiatra diventa la figura giusta a cui rivolgersi. Un’accurata raccolta della storia del Paziente, delle sue abitudini, dei farmaci che assume quotidianamente, è indispensabile. Quindi ciò che fa la differenza è la visita completa delle alte vie aero-digestive superiori: spesso infatti il Paziente lamenta, associati al mal di gola, una tosse stizzosa e cronica, oppure male alle orecchie, bruciore allo stomaco e all’esofago, oppure la sensazione di naso chiuso. Concludendo La Faringite cronica è un problema serio, frequente, spesso sotteso da multiple cause non severe. Tuttavia talora è la manifestazione di problematiche molto serie, e pertanto non va assolutamente sottovalutato. Il convivere con il dolore, soprattutto se non adeguatamente indagato, non è mai né sensato né piacevole. Questo è il motivo per cui spesso una visita medica può letteralmente “spegnere un bruciore” fastidioso e persistente. Dott Enrico Maria Amadei Medico Otorinolaringoiatra dell’Ospedale Infermi di Rimini
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  • 26 gennaio 2020
    La Rinosinusite Cronica / Chronic Rhinosinusitis La sensazione di naso chiuso persistente, lo scolo nasale continuo, il dolore alla pressione sul viso, la ridotta capacità di sentire odori (iposmia) e sapori (ipogeusia), le secrezioni nasali bianche/ gialle/ verdi…. sono tutti elementi ben noti a chi soffre di Rinosinusite Cronica. A chi chiedere aiuto? Lo specialista di riferimento è l’Otorinolaringoiatra. Prima di tutto andrà raccolta accuratamente la storia clinica del soggetto: importante in primis è capire se la persona soffra di allergie. Quindi andrà adeguatamente visitata, per escludere o meno la presenza di polipi nasali. Talora sarà indicato eseguire un approfondimento diagnostico con una TC massiccio-facciale (in questi casi normalmente senza mezzo di contrasto iodato). Quale terapia seguire? Il cardine del trattamento si basa sui lavaggi delle fosse nasali con soluzione salina, sia essa soluzione fisiologica oppure uno dei tanti preparati sotto pressione già pronti all’uso ed in vendita in ogni farmacia. Secondo trattamento in genere consigliato è lo spray nasale cortisonico. Io ricordo sempre ai miei pazienti che curare il naso è un po’ come lavarsi le mani: come per un’ottimale igiene delle mani sono necessari sia l’acqua che il sapone, così per un buon trattamento del naso sono importanti tanto la soluzione salina quanto lo spray nasale cortisonico! In genere non è necessaria alcuna terapia antibiotica topica o per bocca, a meno che non si abbia a che fare con riacutizzazioni severe della Rinosinusite Cronica, e lo stesso vale per l’assunzione orale di cortisone. Concludendo La Rinosinusite Cronica, proprio perché cronica, non può essere curata “completamente”, giungendo alla guarigione completa, ma può solo essere trattata e controllata, così da poter stare bene e da poter eseguire le normali attività della vita quotidiana, senza limitazioni significative. In prima battuta si ricorre sempre ad una Terapia Medica. Talora sarà indicato anche un trattamento di Chirurgia Endoscopica Funzionale dei seni paranasali. Ad ogni modo anche dopo la Chirurgia, sarà sempre indicato un follow-up da parte del Medico Otorinolaringoiatra ed un Trattamento Medico di mantenimento, così da scongiurare recidive severe e la necessità di ulteriori operazioni. Dott Enrico Maria Amadei Medico Otorinolaringoiatra dell’Ospedale Infermi di Rimini
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  • 19 gennaio 2020
    La Rinite Allergica / Allergic Rhinitis La primavera sta iniziando… la stagione più colorata e profumata dell’anno. Eppure per molte persone ricomincia l’incubo dei pollini! Naso chiuso, gocciolante, perdita di olfatto e gusto, sternuti ricorrenti, sangue al naso, bruciore agli occhi… Per tanti allergici infatti passeggiare in mezzo ad un prato fiorito non è certamente un sollievo per lo spirito, ma anzi è una vera e propria crociata! Cosa fare per stare meglio e riprendersi la propria vita? Il primo consiglio che ogni medico dà è quello di capire a cosa si è allergici, effettuando i test cutanei (prick test per inalanti) e/o i test ematici (RAST). Quindi il consiglio è quello di evitare per quanto possibile l’esposizione al/ agli allergeni incriminati. Tuttavia come si può fare quando si è allergici ai pollini di piante ubiquitarie, ossia presenti anche in città, e non solo in campagna, come ad esempio i pioppi o le graminacee? Sicuramente viaggiare in auto con i finestrini chiusi, utilizzare l’aria condizionata, che ripulisce l’aria con i propri filtri, non passeggiare quando soffia il vento, evitare i parchi pubblici…. Il medico specialista Allergologo e l’Otorinolaringoiatra possono fare molto di più per aiutare il soggetto allergico a riprendersi la propria vita. Terapie consigliate I lavaggi nasali pluriquotidiani con soluzione salina, lo spray nasale cortisonico e l’antistaminico orale sono le armi che permettono al Medico di dare sollievo al soggetto allergico. Importante è capire se ci sia una concomitante patologia asmatica, rivolgendosi allo Pneumologo, e se ci siano i polipi nasali. In questo caso solo un’accurata visita presso il medico Otorinolaringoiatra potrà dirimere tra una forma allergica con o senza un’ipertrofia polipoide della mucosa nasale. La terapia topica nasale è fondamentale, in quanto permette oltre che di alleviare i sintomi, anche di prevenire lo sviluppo dei polipi stessi, che poi richiederebbero molto probabilmente uno o più interventi chirurgici endoscopici in anestesia generale per la loro rimozione. A chi rivolgersi? Gli Specialisti a cui fare riferimento sono quindi il Medico Allergologo, lo Pneumologo e l’Otorinolaringoiatra. Insieme non possono risolvere completamente l’allergia, poiché questa rappresenta un problema cronico. Potranno invece consigliare al meglio il soggetto allergico, così da poter controllare i sintomi nei periodi più critici dell’anno, che variano da allergia ad allergia. Sottovalutare le allergie è sempre un errore, sia perché possono peggiorare nel tempo, portando all’insorgenza o al peggioramento di un asma noto, sia perché possono favorire la crescita dei polipi nasali. Dott Enrico Maria Amadei Medico Otorinolaringoiatra dell’Ospedale Infermi di Rimini
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  • 12 gennaio 2020
    L’Ascesso Peritonsillare / Peritonsillar Abscess La faringite acuta, il “mal di gola”, non sempre è sintomo di una infezione benigna e banale. In genere è conseguenza di un’infezione virale, e proprio come il raffreddore, passa da sola con il tempo, controllando la temperatura, evitando sforzi e l’esposizione a temperature fredde, assumendo cibi morbidi e freschi, al massimo assumendo dei farmaci sintomatici per il dolore e l’iperpiressia. Più di rado si sviluppa un’infezione batterica, che si manifesta con le classiche Placche Tonsillari. In questo caso, dopo una visita presso il proprio medico di fiducia, si inizia una terapia antibiotica per bocca, per un periodo di tempo che va dai 6 ai 12 giorni, a seconda della severità del quadro clinico e del principio attivo che si deciderà di utilizzare. Talora, soprattutto se non è stata intrapresa alcuna terapia antibiotica, può insorgere una complicanza severa qual è l’Ascesso Peritonsillare. Come riconoscerlo? Il Paziente si presenta prostrato, spesso con febbre, con una voce nasale, da ingombro orale, come se avesse una patata bollente in bocca (“hot potato voice”); spesso presenta trisma, ossia l’impossibilità ad aprire completamente la bocca, e una difficoltà o incapacità a deglutire la saliva, che verrà lasciata scolare fuori dalle labbra semiaperte. All’ispezione il palato molle, dal lato dove il Paziente riferisce dolore, risulterà essere molto rosso e gonfio, con una deviazione controlaterale dell’ugola. Come trattarlo? Il Medico Specialista a cui fare riferimento è l’Otorinolaringoiatra. Importante è effettuare in primis una puntura esplorativa, per ricercare la sacca purulenta, in modo da confermare l’ipotesi diagnostica. Quindi è vivamente consigliato il drenaggio dell’Ascesso Peritonsillare, che in genere viene effettuato al momento della visita ambulatoriale. Andrà quindi continuata, o iniziata, una robusta terapia antibiotica, che in genere verrà assunta al domicilio e per bocca. Dopo il drenaggio, il Pz evolverà rapidamente verso un miglioramento clinico. Indispensabile una rivalutazione a 24 ore di distanza, per escludere la chiusura precoce della breccia chirurgica e un rifornimento della raccolta ascessuale. Un singolo episodi di Ascesso Peritonsillare è da linee guida sufficiente per porre l’indicazione all’intervento di Tonsillectomia, che verrà effettuato a distanza di tempo dall’infezione acuta. Dott Enrico Maria Amadei Medico Otorinolaringoiatra dell’Ospedale Infermi di Rimini
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  • 06 gennaio 2020
    L’ipoacusia / Hearing Loss Per Ipoacusia si intende una riduzione dell’udito, un calo della “capacità di sentire”. Questo problema può interessare soggetti di tutte le età, dai neonati agli ultra 80enni, ma nella maggioranza dei casi si ha a che fare con Pazienti adulti/ anziani, che si rivolgono al Medico Specialista Otorinolaringoiatra, in quanto la loro qualità di vita non è più soddisfacente per le loro esigenze. Tipicamente il Paziente dice di sentire ancora accettabilmente, ma di provare grande difficoltà nel comprendere ciò che viene detto dall’interlocutore (“Dottore, io ci sentirei ancora bene, ma non capisco niente quando mi parlano! , oppure: “E’ colpa di mia moglie, che bofonchia mentre parla, e poi mi dice sempre che me lo aveva detto, ma io non ho capito!”). Come trattarla? A questo punto il primo passo, che è quello più importante, è già stato fatto: il Paziente si è reso conto di avere un problema, e chiede quali rimedi ci possano essere. Non c’è infatti peggior sordo di chi non voglia sentire, ed è sempre sbagliato prescrivere delle Protesi Acustiche a chi non ne senta la necessità durante le attività quotidiane. Il rischio sarebbe quello di procurarsi un paio di “ quegli apparecchi” tanto temuti ed osteggiati, che andrebbero immancabilmente a finire dentro ad un cassetto, inutilizzati. E’ quindi indispensabile innanzitutto valutare lo stato delle orecchie del Paziente, della sue vie aero-digestive superiori, delle condizioni di salute generali, della sua funzionalità uditiva, della definizione oggettiva del deficit uditivo (che spesso può essere transitorio e causato da fattori curabili) e delle possibilità realistiche di recupero uditivo. Per fare ciò è indispensabile effettuare una visita presso il Medico Specialista Otorinolaringoiatra. Qual è l’Obiettivo? L’obiettivo è quello di ripristinare le condizioni anatomo-funzionali il più efficienti possibile, tali da garantire una buona vita di relazione sociale ed un miglioramento sostanziale della qualità della vita. A seconda dei casi sarà sufficiente un’accurata detersione dei condotti uditivi esterni, per la rimozione del “Tappo di Cerume”; talora bisognerà ricorrere ai Farmaci, per curare ad esempio un’infezione dell’orecchio; talora sarà indicato effettuare un intervento otochirurgico; infine potrà essere indicato il ricorso alle Protesi Acustiche. Dott. Enrico Maria Amadei Medico Specialista in Otorinolaringoiatria, Ospedale Infermi di Rimini
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  • 29 dicembre 2019
    L’Ipertrofia Adeno-Tonsillare / Adenotonsillar Ipertrophy Per Ipertrofia Adenotonsillare si intende l'incremento volumetrico delle tonsille (tonsille palatine) e delle adenoidei (tonsilla adenoidea) con conseguenti problematiche di ostruzione. Le adenoidi ingrossate determinano problemi di respirazione nasale e di otiti catarrali ricorrenti; le tonsille palatine aumentate di volume causano una difficoltà respiratoria soprattutto notturna, con russamento e possibili apnee del sonno. Chi colpisce? La popolazione maggiormente interessata da questo problema è quella pediatrica, soprattutto nella fascia di età 3-6 anni. Prima di questa età si cerca di attenuare la sintomatologia con lavaggi nasali con soluzione fisiologica, spray nasali e vaccini anticatarrali. Oltre questa età in genere il tessuto linfatico va incontro ad una naturale involuzione volumetrica, mentre le alte vie aeree tendono ad aumentare di calibro, così da portare ad una risoluzione spontanea del problema ostruttivo. Per quanto riguarda gli Adulti, le adenoidi solo molto raramente causano una sintomatologia di rilievo; sono le tonsille palatine invece che, con episodi ricorrenti di infiammazione/ infezione, possono causare seri problemi di salute ai Pazienti. Come trattarla? La metodica principale per correggere il problema dell'ipertrofia adenotonsillare resta l'intervento chirurgico in anestesia generale di Adenoidectomia ± Tonsillectomia. A seconda della preferenza del Chirurgo si procederà ad asportazione di tutte le tonsille (tonsillectomia), o solo ad una loro riduzione volumetrica (tonsillotomia). Questa seconda tecnica riduce il rischio di sanguinamento e il dolore post-operatorio, ma espone al rischio di un nuovo incremento volumetrico del tessuto linfatico, a distanza dal primo intervento chirurgico, con l'eventuale necessità di una nuova operazione. Indicazioni alla Chirurgia L'indicazione quindi all'intervento di Adenotonsillectomia nei Pazienti Pediatrici è rappresentata dalla difficoltà respiratoria nasale, le otiti ricorrenti, il russamento notturno e le apnee del sonno. Il Medico Specialista a cui fare riferimento è l’Otorinolaringoiatra. Nella popolazione Adulta l'indicazione è data da 5 o più episodi di Tonsillite Acuta, trattata con antibiotici, per almeno 2 anni consecutivi, oppure da una complicanza della tonsillite acuta, qual è l'Ascesso Peritonsillare. Convalescenza Dopo l'intervento chirurgico il Paziente dovrà assumere una dieta morbida e fresca per 2 settimane, e dovrà evitare sforzi e attività sportive per 3 settimane. Queste precauzioni vanno prese per ridurre al minimo il rischio di sanguinamento post-operatorio, che presenta tipicamente 2 picchi di incidenza: il giorno dell'intervento e a 7-10 giorni dall’operazione. Dott. Enrico Maria Amadei Medico Specialista in Otorinolaringoiatria, Ospedale Infermi di Rimini
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6 Recensioni
5.0
  • Claudio Sbenaglia
    (Translated by Google) An exquisite person from a human point of view, professionally trained and gifted with a lot of listening skills. I took my mother to him with a vocal cord problem and we were both delighted with the thorough examination he did. (Original) Persona squisita dal punto di vista umano, preparata professionalmente e dotata di molta capacità di ascolto. Ho portato mia madre da lui per un problema alle corde vocali e siamo rimasti entrambi molto soddisfatti per la visita accurata che ha fatto.
  • Lorenza Guiducci
    (Translated by Google) Punctual professional, very friendly and above all prepared. (Original) Professionista puntuale, molto cordiale e sopratutto preparato.
  • Caterina Betti
    (Translated by Google) Thanks to Dr. Enrico Amadei who, after trauma with a decomposed nasal fracture, was able to reduce the fracture very well ... the nose has deflated after a week and has even improved aesthetically and functionally ... Serious and prepared professional ... a I also praise the team, nurses, anesthesiologist and instrumentalist and the anesthesiologist. Thanks also to the ENT department staff of 'SICK Hospital of Rimini. (Original) Grazie al Dottor Enrico Amadei che dopo trauma con frattura nasale scomposta, è riuscito a ridurre egregiamente la frattura..il naso a distanza di una settimana si è sgonfiato ed è addirittura migliorato esteticamente e funzionalmente... Professionista serio e preparato...un elogio anche all& équipe, infermieri anestesista e strumentista e al medico anestesista. Grazie anche al personale del reparto ORL dell' Ospedale INFERMI di Rimini.
Grande professionalità e competenza. Lo conosco da molto tempo e mi sono sempre trovata benissimo! Lo consiglio assolutamente!
Professionista competente, persona eccezionale!Super consigliato!